“E’ il gioco più bello del mondo” afferma Marione (Aquaman) fra una cucchiaiata e l’altra di macedonia. Dopo un’ora e più di salti, corse e tuffi è stremato ma si è dimenticato della caviglia che gli fa male e non si capacita di come questo sport/divertimento non si sia diffuso in tutta la spiaggia. “E’ che nel nostro gioco non c’è un vincitore” risponde Sacco “e invece tutti vogliono giocare per vincere e quindi preferiscono la rete (beach tennis)”.
Vero, penso io, ma quando ti tirano quella palla velenosa, troppo in là che non credi proprio riuscirai mai a prendere ma parti, parti lo stesso e ci sei e la tiri su beh… da una parte ci sono età e pancia e caviglie matte o ginocchia zifuline, dall’altra ci sei tu… e il punto è tuo!
Vecchie glorie
Mentre giochiamo molti di quelli che passano si fermano due minuti a guardare. C’è chi scatta foto e chi gira un video da mostrare una volta tornato a casa dopo le vacanze. “Visto che matti c’erano a Rimini? Ma che gioco è?”
Parecchi però si fermano per salutare: “Ancora qui? – chiedono – anche quest’estate?” Ci conoscono, ci danno la voce. Parecchi una volta giocavano. Prima di cominciare a spingere una carrozzina o pensare troppo al lavoro e alla famiglia o a non stancarsi per portare fuori la morosa. Qualcuno però torna a giocare e gli altri… gli altri sono VECCHIE GLORIE.
Nuove leve
Sono le racchette in erba, anzi, in acqua, che con ansia speriamo prendano presto posto alla secca. Intanto osservano attenti e si allenano con Maiki per quanto riguarda la pratica e la filosofia di Grog nell’interpretazione dei regolamenti.















































