“Stringere quella racchetta!” era solito dire ai pivelli che giocavano con faciloneria contro avversari più validi.
Poi zompava qua e là in copertura alle loro spalle alzando altissimi pallonetti per recuperare posizione e tempo.
Ormai da anni ha appeso al chiodo la racchetta cedendo a figli e nipoti l’uso delle catene di famiglia che ancora oggi avviluppano i malcapitati che giocano di fronte al Bagno numero 16.


