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Jacques (Maurizio Bonora)

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A Maiki serviva qualcuno che giocasse in coppia con lui e che prendesse le poche palle impossibili che a lui sfuggivano.

Inoltre non doveva entrare nel suo (molto ampio) cono d’azione per non fargli la mossa e non doveva lamentarsi mai se praticamente non giocava. Jacques era tutto questo.

Giocava verso il largo, molto al largo, e colpiva le palle impossibili fino a che scoprì che era molto più divertente giocare dove si toccava il fondo e sopratutto giocare contro Maiki, piuttosto che con. Ma questo fu solo l’inizio.

Si era ancora agli albori dell’attività e la ricerca di nuovi materiali era nelle corde di pochi. Le assette erano di legno massello, protette da vari strati di coppale, ma spesso questo non bastava. Maiki se ne uscì con una assetta trasparente in plexiglass di due chili con il manico zigrinato come il calcio di un revolver.

Bellissima: purtroppo però per il peso la perdeva spesso e i quattro giocatori dovevano a lungo pestare il fondo con i piedi per ritrovarla.

Tutto a scapito del gioco che veniva continuamente spezzettato. Jacques quindi si prese la briga di proporre ogni anno nuovi materiali che sebbene non pregevoli dal punto di vista tecnico e progettuale almeno galleggiassero.

Di anno in anno, dall’assetta-scudo per proteggersi dai colpi dei Briolini, dall’assetta con corde da tennis per il gioco di tocco, da quella a goccia per il design e l’eleganza, da quella a forma di prosciutto per l’appetito siamo così arrivati a quelle, coloratissime e finalmente apprezzate, a forma di pesce. umana soddisfazione.